Attenti ai Trolls

Sul sito di Sabina e Paolo Guzzanti arrivano i comitati di salute pubblica …

Perché tutti gli italiani hanno il vizio del bla-bla-bla, ce lo spiegava nel 1981, su Oggi, Indro Montanelli: … “quello del bla-bla-bla non è un vizio soltanto della classe politica. È un vizio di tutti gl’italiani. In qualunque luogo, circostanza e ambiente sociale il brodo della nostra lingua è sempre allungato. Per dire una cosa, noi impieghiamo il doppio di parole di un inglese o di un francese. Noi potremmo esprimerci in maniera molto più asciutta, come del resto facevano gli scrittori del Cinquecento, Machiavelli, Guicciardini e così via, solo che ci decidessimo a dire quel che pensiamo. Ma il fatto è che noi italiani, e i politici in particolar modo, non parliamo e non scriviamo per dire ciò che pensiamo, ma per nasconderlo, o almeno per ovattarlo, in modo da poter essere pronti, all’occorrenza, a dimostrare che non volevamo dire ciò che gli altri hanno creduto di comprendere, ma una cosa diversa, e talvolta opposta” …

Ed è proprio il caso di Sabina e Paolo Guzzanti …

La prima, Sabina Guzzanti, a suo dire censurata in tv poiché una specie di paladina della verità scomoda, salvo poi indire nel suo blog una specie di votazione per eliminare dei cosiddetti trolls, in altre parole certe voci critiche che pongono questioni scomode, esempio: come si fa a parlare di democrazia e nello stesso rimpiangere degli ex-compagni che si rifanno al comunismo? Come si fa a parlare di libera informazione e nel contempo sostenere l’andazzo di un amico come Beppe Grillo, che pratica la censura metodica sia nel suo blog che Meetup?

Le risposte di Sabina Guzzanti:

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… caro giosby, tu non mi piaci non ti stimo e preferirei che non esistessi, ma il rispetto della democrazia vuole che ti rispetti e la mia generosità vuole offrire a tutti uno spazio libero … tratto da cartellino giallo giosby - sabinaguzzanti - 21/04/2008 …

… l’ultima volta sono intervenuta per dire a giosby che in sostanza penso che sia una specie di verme, ma non l’ho detto con queste parole offensive, dio me ne guardi. però non ho tolto il suo post subdolo in cui mi nomina invano … tratto da em em … - sabinaguzzanti - 23/04/2008 …

… bannare, se la maggioranza di questa comunità lo chiede, sarà fatto … tratto da bannare … - sabinaguzzanti - 04/05/2008 …

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Il secondo caso, quello di Paolo Guzzanti, ossia colui che si reputa una specie di fautore della verità rozza e brutale, senza se né ma, salvo poi rivelarsi nella realtà piuttosto come una (sua) personale verità marchio “le roi c’est moi”, ovvero solo ben accetta se riconosciuta da egli stesso. Megalomania? Vediamo: come si fa a additare delle persone, accusandole di essere cresciute in una cultura estranea ai valori democratici e nello stesso tempo atteggiarsi come loro? Come si fa ad accusare un Marco Travaglio di verità travisata e poi nel contempo applicare le medesime tecniche di comunicazione?

Le risposte di Paolo Guzzanti:

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COME VEDI, IL BLOG E’ ORMAI SOTTO CONTINUO ATTACCO. SONO ATTACCHI ORA SOTTILI, ORA GROSSOLANI, ORA CON CONNESSIONI INTERNAZIONALI, ORA CASALINGHE E ANCHE CASERECCE, MA ADESSO L’ULTIMA NOVITA’ CONSISTE NEL TENTATIVO DI SGRETOLARE RIVOLUZIONE ITALIANA IMPORTANDO QUI MATERIALI TRATTI DAL SITO DI SABINA GUZZANTI ED ESPORTANDONE NEL SUO SITO, MATERIALI CHE VENGONO DA QUI.

LO SCOPO OVVIO E’ QUELLO DI CREARE ZIZZANIA E CONFLITTO, PROVOCARE EFFETTI DISTRUTTIVI E TUTTO CIO’ INVOCANDO NON SI SA BENE QUALI INESISTENTI REGOLE DEMOCRATICHE.

A QUESTO TENTATIVO ORGANIZZATO IN MANIERA QUASI MILITARE (IMMAGINO LE TELEFONATE, I PIANI DI BATTAGLIA….) IO RISPONDO SEMPLICEMENTE DI NO.

NON POSSO IMPEDIRE A CHI STA QUI DI FARE QUEL CHE VUOLE ALTROVE, MA POSSO IMPEDIRE CHE SI POSSA FARE QUEL CHE SI VUOLE NEL MIO BLOG.

NON HO ALCUNA PAURA DI APPARIRE TIRANNICO.

SONO TIRANNICO. E PER AMOR DI BATTUTA DIRO’ CHE LA MIA TIRANNIA E’ CAPRICCIOSA E DUNQUE LA APPLICO COME IL MIO ISTINTO MI SUGGERISCE, DAL MOMENTO CHE HO UN ISTINTO DI CUI MI FIDO MOLTO, UN NASO ADDESTRATO E UNA CULTURA ABITUATA AD ANALIZZARE E PARARE MOSSE SUBDOLE ED ARTIFIZI DI OGNI GENERE.

DUNQUE, NO WAY: DI QUI NON PASSA L’OSMOSI FRA IL BLOG DI SABINA E RIVOLUZIONE ITALIANA, E QUESTO LO AFFERMO PRIMA DI TUTTO PER IL RISPETTO CHE IO DEVO A SABINA E AL SUO SITO DOVE MOLTI ISCRITTI DEL MIO BLOG SONO GIA’ PRESENTI CON I LORO COMMENTI.

IO NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE DARE A SABINA L’IMPRESSIONE DI ESSERE PARTE DI UN TENTATIVO DI CREARE ED ESPORTARE PROBLEMI CON LA SCUSA DELL’AMPIA DISCUSSIONE.

SE E QUANDO SABINA VOLESSE DISCUTERE, LO FARA’ DI SUA INIZIATIVA E NON PERCHE’ PREMUTA E TALLONATA DA UNA MUTA DI BLOGGER CHE AGISCONO COME I CANI CHE SPINGONO LA PREDA VERSO I CACCIATORI O NELLA RETE.

DUNQUE VIGE LA REGOLA FERREA SECONDO CUI SI POSSONO, E DIREI SI DEBBONO, IMPORTARE TUTTI I DOCUMENTI IN QUANTO TALEI, CON IL LORO LINK SE HANNO UN LINK, PUNTO E BASTA.

OGNI ALTRA COMMISTIONE E’ DA ME SOVRANAMENTE E TIRANNICAMENTE VIETATA.

Aggiornamento 6 maggio 2008:

GUZZANTI - LEI HA SCRITTO SU MONDOGRILLO, LO HA CONFESSATO LEI STESSO, UNA DELLE COSE PIU’ LURIDE, BECERE, INFAMI E STUPIDE CHE SIANO MAI STATE SCRITTE SU QUESTO BLOG E SU DI ME, OLTRE CHE A INSULTARE GRATUITAMENTE SABINA GUZZANTI. LEI E’ CACCIATO DI QUI A CALCI NEL CULO IN QUESTO ISTANTE. FUORI DAI COGLIONI E PER SEMPRE.

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Il commento di Giosby:

Dapprima un commento dove non c’è alcuno spazio per il confronto, ma soltanto accuse, senza documenti che le sostengono, poi una risposta dell’Onorevole Guzzanti, che dovrebbe essere maestro della dialettica e dell’arte oratoria, dove il livello scade nell’insulto, con la conseguente cacciata dal sito, dove non ho più possibilità di accedere!

E’ questo il dialogo? E’ questa la democrazia?

Sono queste le premesse sulle quali ricostruire il Paese? L’irragionevole emarginazione della diversità?

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Entrambi, padre e figlia, ovviamente ci parlano di verità, ma di una loro verità, intesa ed espressa intenzionalmente con un linguaggio inesatto, dal quale poi inevitabilmente scaturisce una relativa espressione linguistica contraddittoria. Ma perché mantenere in atto tutto ciò? Ma perché ci dicono che le cose stanno così e insieme non così, e poi, negando daccapo questi due asserti, che non stanno né così né non così? Lo fanno per complementare, per fare “quadrare” ogni loro ragionamento, in altre parole per aver ragione anziché ragionare?

Padre e figlia una specie di sofisti, dei sapienti che riducono la conoscenza all’opinione e il bene all’utilità, che non si pongono mai il problema della verità degli argomenti se non per motivi utilitaristici?

Aristotele considerava la sofistica “la sapienza apparente ma non reale”, e il termine “sofisma” indica oggi un argomento cavilloso e privo di reale consistenza, proprio di un uso della ragione fine a se stessa.

E cosa fanno detti sofisti messi alle strette?

Introducono prima criteri di limpidezza e purezza morale, per poi creare dei comitati di salute pubblica, stabilendo così cosa sia eticamente accettabile. E per fare sembrare giusto o legittimo ciò che non lo è, ovvero il contrario all’evidenza logica e di conseguenza privo di ogni fondamento nella ragione, usano lo stesso mezzo: imbastiscono dei processi in cui gli interlocutori vengono screditati di fronte all’opinione pubblica, per poi procedere alla decimazione di quelle categorie.

E così sul sito di Sabina e Paolo Guzzanti sono arrivati i comitati di salute pubblica …

Entrambi incarnano così, applicando strumentalmente e alla lettera la distorsione delle parole per travasare norme morali, un sotterfugio grossolano ma efficace: non parlano di ciò che una persona propone ma dei difetti, veri o presunti, di quella persona, per far scivolare il discorso su una china in cui loro diventano gli accusatori e l’interlocutore l’imputato, cosicché loro si trovano in una posizione di vantaggio dialettico, mentre l’altro deve stare sulla difensiva.

Pierluigi Battista, quando prevale la cultura del sospetto:

Applicare la logica intimidatoria del “cui prodest”, quando viene pubblicato un documento inedito, inscenare un ruvido processo alle intenzioni per squalificare preventivamente chi lo divulga, non è solo indizio di una coriacea sindrome cospiratoria che avvelena la civiltà (non il bon ton, ma la civiltà) di un dibattito, ma è soprattutto, se non suonasse addirittura come una sgradevole intimazione al silenzio e all’omertà, un modo per eludere l’obbligo di una risposta agli interrogativi scabrosi che l’affiorare di nuovi documenti inevitabilmente richiede.

Giosby: troppo comodo, troppo facile …

Andiamo avanti alla deriva !

Via via sempre più lontani !

Lontani da ogni senso !

Lontani da ogni luogo !

In un mondo onirico dove la menzogna regna sovrana !

La bugia e la protesta, sempre a braccetto !

Tutto va male ! Fate schifo !

Questo l’eterno inganno che ci porta alla deriva.

Non importa se io non faccio realmente nulla di concreto per cambiare, anche poco, quello che sto facendo.

Non importa se il mio compito lo lascio a metà, se penso poi finirà qualcun altro, per evitare di impegnarmi fino in fondo.

Non importa nulla.

L’importante è trovare un responsabile, un responsabile altro da accusare.

Se poi l’accusa è giusta o ingiusta, fondata o infondata, chi se ne frega.

L’importante è che io sia assolto, sempre e comunque.

Non è colpa mia !

Questa la chiave di lettura del nostro degrado.

Il nostro senso di colpa che ci schiaccia talmente tanto da rifiutarlo totalmente, da respingerlo e attribuirlo sempre ad un prossimo, tanto più responsabile, quanto più irraggiungibile. Perciò continuiamo, imperterriti, a condannare i grandi mali che affliggono il mondo, a gridare ai quattro venti la nostra impotenza rabbiosa, senza aver più neanche la forza di riparare il buco nella tasca dei nostri pantaloni da cui esce il nostro denaro senza sosta.

Poniamoci quindi la domanda finale: ma Sabina e Paolo Guzzanti ci sono o ci fanno?

Si, Sabina e Paolo Guzzanti ci fanno, poiché fanno come Beppe Grillo parte della casta dei ciarlatani, ovvero coloro che vanno sulle piazze, che attirano ed illudono la gente con grandi ciarle, che sanno sfruttare la credulità altrui dandosi a credere per quello che non sono, attribuendosi qualità e meriti che non hanno.

Ma perché ci fanno?

Per semplice tornaconto. Né più né meno.