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Mondo Grillo Net - Approfondimenti sul mondo che gira intorno a Beppe Grillo …

Giosby, il bullo

Il popolo titillato da Grillo è il peggio di questo Paese?

Lemuri.com di Filippo Facci - Le demoscopie sul grillino medio si sono dispiegate, e la severa disponibilità di un gruppo nutrito di politici, aperti e cortesi dopo esser stati mandati affanculo a 300.000 watt, si va normalizzando. Non dispiacerà se dico qualcosa anch’io, visto che la famosa «rete» la conosco a sufficienza e scrivo e interloquisco sul secondo blog italiano. Primo: «la rete» non esiste, è così varia da equivalere a un target che vada dai 15 ai 50 anni. Secondo: a una grandissima parte di costoro il grillo comicante sta tremendamente sulle palle. Terzo: il popolo titillato da Grillo è il peggio di questo Paese e di qualsiasi Paese. Non c’è da capire o da intercettare: è una categoria dello spirito, sono i bruti e gli informi di Nietzsche, ignoranti nell’anima, invidiosi sociali. Odieranno sempre il politico e chiunque spicchi, perché nell’altrui compiutezza e appariscenza scaricheranno le colpe della loro mediocrità. Nulla basterà mai loro, neanche se un ministro guadagnasse 50 euro al bimestre e girasse in bicicletta blu. Presi da soli sono amebe annichilenti, in gruppo invece si fanno tipicamente squadristi, insultano, fanno mucchio, godono per chiunque rotoli nella polvere. Ovvio che un domani potrebbero farlo tranquillamente anche per Grillo.

L’infantlismo politico, lo stato d’animo, una storia e una domanda: una volta grillino sempre grillino?

Giosby, il protagonista dell’approfondimento sul mondo che gira intorno a Beppe Grillo, navigando spesso in rete, si imbatte nel blog di Beppe Grillo. Rimane subito affascinato ed è quasi per gioco che inizia a partecipare alla comunità …Ma passa ben poco tempo e Giosby si ritrova già in pieno e primo disaccordo con quanto afferma un giorno Beppe Grillo … e così Giosby, dopo questa esperienza, ha scritto un racconto.

Il racconto di Giosby introduce il lettore nel mondo che gira intorno a Beppe Grillo, un mondo fatto di intrighi, manipolazioni e tante falsità …

Giosby, il calunniatore

Il percorso di Giosby arriva così alla conclusione:

“Grillo, che prospetta il cambiamento, è in realtà una nuova versione del solito andazzo all’italiana, fatto di inganni e apparenze. Il suo blog è tutt’altro che trasparente, tutt’altro che onesto e, pertanto, non si capisce da quale pulpito possa richiedere trasparenza e onestà ad altri, in prevalenza alla classe politica contro la quale rivolge le sue proteste … D’altra parte Grillo rappresenta anche lo specchio della società italiana, compresi tutti noi, che siamo comunque portati ad effettuare continui aggiustamenti per adeguare la realtà ai nostri desideri e incertezze, alla nostra percezione soggettiva, dove poi giustifichiamo sempre il nostro operato poiché “così fan tutti”. Ma di impegnarci noi per primi non se ne parla neanche. Di pensare a noi stessi come i primi responsabili del degrado? Assurdo!

“Ma io non volevo”, la storia dell’eterno bambino

Giosby conclude così:

Ma la realtà è ben diversa … perché la sostanza, quello che resta, quando togliamo il cerone, è triste e squallida” …

E infatti …

Giosby, dopo essere giunto a questa sua conclusione, ci fornirà le prove con le sue stesse mani …

L’amore e la fede dall’opera si vede?

“Ma io non volevo”, la storia di Giosby, l’eterno bambino …

PS: ma prima le armi di Giosby per meglio capire …

Le bugie di discolpa - Ci sono menzogne che scaturiscono dal bisogno di discolparsi da accuse più o meno fondate. E’ un atteggiamento diffuso tra i bambini e che permane negli adulti insicuri, poco coraggiosi. Chi per negare le proprie colpe accusa gli altri si trova al tempo stesso in una situazione di difesa e di attacco. Da una parte essere incolpato di qualcosa lo mette in un’effettiva situazione di pericolo, quella di essere punito; dall’altra il bisogno di difendersi lo rende indifferente ai danni che può recare agli altri. “Nelle persone adulte incapaci di assumere la responsabilità dei propri errori o di sostenere, nel caso di false accuse, la propria innocenza”, dice Gianna Schelotto, “allignano di solito schiaccianti sensi di inferiorità”.

Giosby: Ma io non volevo !

La calunnia - Il potere sugli altri è un desiderio inconfessato ma diffuso. Tutti in fondo godiamo di piccole o grandi forme di dominio sugli altri che confermano e alimentano l’autostima. Ma ci sono persone il cui bisogno di prevalere e il senso di frustrazione perché non ci riescono diventano costante fonte di malanimo verso gli altri. Di qui il bisogno di recare danno al prossimo, soprattutto a chi con il suo successo mette in risalto le sconfitte e la mediocrità del calunniatore. Il senso di trionfo che deriva dall’avere sfogato la propria ostilità è tuttavia assolutamente provvisorio e insufficiente a riempire i vuoti di sé da cui nasce il bisogno di diffamare. Le fortune altrui fanno soffrire in modo insopportabile perché ricordano che non si è stati capaci di ottenere le stesse cose.

Il rigore di Kant e la legittima difesa - In numerosi scritti di Kant viene affrontato il tema relativo alla bugia, la conclusione è una sola:

“mai la bugia sarà lecita”.

Giosby, un bugiardo patologico ...

Secondo Kant “il mentitore abolisce la società” e “impedisce agli uomini di trarre alcun beneficio dal colloquio con l’altro”. Inoltre, non ogni falsità è una menzogna, “lo è solo qualora si dichiari espressamente che si intende comunicare all’altro ciò che si ha in mente” (non si mente quindi cantando un canto di montagna pur trovandosi a Rimini, né recitando Giulietta o Macbeth). Quando si mente quindi, si compie qualcosa che non è mai lecito, perché anche se la persona a cui si dice una bugia è per noi indegno di conoscere la verità, mentendo proprio a lui, commetteremmo un’ingiustizia “contro i diritti dell’umanità” intera. Se si dovesse accettare un solo caso di “menzogna necessaria” crollerebbe, secondo Kant, l’intero impianto etico che lascerebbe spazio all’imbroglio “necessario”.

La bugia sembrerebbe data non solo dalla volontà di ingannare, ma anche dalla volontà di nuocere: da qui la minor gravità della menzogna “a fin di bene”. Cattiva pertanto non sarebbe la menzogna, quanto la volontà di nuocere tramite essa.

tratto da
LE MILLE VERITA’ DELLE BUGIE

by panda / da matura.it

Pinocchio: la parabola del destino umano

… Nello specchio scorgiamo l’immagine di Pinocchio, la sua imbarazzante, delatrice appendice, ma proprio come Narciso, ci rifiutiamo di riconoscerci in quell’allucinato riflesso, nella legnosità di quell’essere, nella sua cronica, inguaribile mendacia, nella sua slealtà. La trappola. Chissà se Collodi, dovunque sia, soffra o rida, di milioni di lettori, di innumerevoli generazioni di bambini che a tutte le latitudini si sono addormentate cullate dalle parole e dalle immagini incantate di questa fiaba, senza neppure sospettare della sua vera natura di parabola cupa ed impietosa della natura umana. Eppure già dalle primissime parole il favoleggiatore, il Collodi, ci preavverte della trappola che è lì ad attenderci, della frode che scopriremo solo troppo tardi, una volta superata la soglia del mondo della favola annunciata con le fatidiche parole: “c’era una volta … ” …